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  • @marcell_o @Madmonkey @0_Thedevilinmyblues @hyblon @socialnetwork @emanuelegori @fediverso Secondo me ci si trova a proprio agio nel Fediverso SOLO se non ci si illude di trovarci l’isola felice.
    Sono scappata da facebook per l’estrema destra? Sì, e francamente i primi tempi dentro mastodon (ancora non conoscevo gli altri servizi) mi son detta “dio me ne scampi e liberi” perché da estrema destra mi trovavo estrema sinistra: boicotta qua, boicotta là, gente che ti fa sentire in colpa se usi questa tecnologia o se mangi quel cibo… Avrei mandato in mona tutti quanti senza il foglio di via.

    Solo in seguito, imparando, ho capito il vero punto a favore del fediverso: ogni persona decide cosa pubblicarci, ma tu sei assolutamente libero di scegliere cosa vedere. Nessuno ti impone niente - compreso in certe interfacce il filtro per parola chiave. E soprattutto (salvo impostazioni di auto-cancellazione post) tu puoi vedere un profilo pubblico anche senza seguirlo - ho un sacco di persone, programmatori ciechi americani, la cui biografia si dichiara “conservative, christian, prolife” a me verrebbe da dirgli “più che pro life sei anti choice” ma poi so che quella non sarebbe libertà d’espressione perché io sono libera di pensarla contraria a loro ma non di rompergli le tole. E soprattutto, libera di non mettere il follow e fare “cherry picking” finto dei loro profili, leggendo solo quello che mi interessa. Io da parte mia ho messo tutto quello che potrebbe triggerare i conservatori cristiani, e (per adesso) anche quelli che mi hanno seguita, non hanno mai usato la “libertà di espressione” per rompere le tole a me.


  • @Madmonkey @0_Thedevilinmyblues @hyblon @socialnetwork @emanuelegori @fediverso L’antiscienza (antivaccini e simili) secondo me andrebbe relegata in spazi appositi. Dove stava fino a 20 anni fa, nei suoi forum, nei suoi newsgroup, ma non stava in politica né su mainstream. Invece adesso siamo invasi e addirittura ce la troviamo nella politica americana. Se uno vuol pensare “i vaccini distruggono il mondo” e avanti, nessuno deve vietargli di pensarlo, ma se è un Red Ronnie, una Brigliadori, una Heather Parisi… non lo devono mettere a dibattere in tv pubblica con un ricercatore.

    In quanto al discorso “libertà di espressione”, questa spesso e volentieri viene usata per giustificare qualunque delirio o mancanza di rispetto - vedi Vannacci, vedi le immagini di Grock con Anna Frank nuda coi tatuaggi delle svastiche, e simili. Teniamo conto che siamo in 8 miliardi (forse più?) di esseri umani e che la convivenza è molto difficile dalla notte dei tempi.

    Il Fediverso, nel suo piccolo, secondo me rispecchia proprio questo: ha la possibilità di crearsi dei piccoli spazi, per metafora potremmo pensare a un piccolo borgo. Che però, non è (o almeno non è sempre) isolato in sé stesso perché può fare i conti con realtà più grosse, contesti diversi, culture diverse.

    Il problema è questo: se io apro una istanza “cionco.bacucco” dove non voglio che si scrivano preghiere, posso mettere nei regolamenti che non è un’istanza religiosa. Ok. Ma se “piero @ cionco . bacucco” si federa con “mastodon social” o altre istanze più grandi, e nel suo profilo condivide una citazione di Gesù Cristo tipo “chi è senza peccato scagli la prima pietra” proveniente da un’istanza che le preghiere le accetta, a quel punto io non potrei più dire niente a Piero, perché la citazione di Gesù non l’ha scritta sul suo profilo, ha solo citato una frase per lui bella, che viene da un’istanza diversa, non ha fatto spam tipo testimone di geova che suona il campanello.

    Idem per situazioni più complicate. Il rischio di discriminazione, se tu metti regole ferree, è altissimo e se sei troppo blando è altrettanto alto il rischio di abuso - nel fediverso come in reale.
    Ci stiamo rendendo conto in questi ultimi due decenni quanto gestire la convivenza tra esseri umani provenienti da più parti del mondo e più background, sia complicato.









  • @0_Thedevilinmyblues @socialnetwork @fediverso Il punto è questo. “evitarla”. Prendi l’esempio di castopod, l’app federata per i podcast. Al netto che non ne ho il tempo, ma io avrei tutte le capacità di fare contenuti audio se volessi; ma i podcast, per essere idonei a tutte le piattaforme, hanno bisogno di una immagine di copertina. Ora, parliamoci chiaro: non c’è tutta questa fila infinita di vedenti che dica “son qua, te la faccio io, poi la mettiamo su”; quindi se io volessi farmi un podcast, la prima cosa che farei sarebbe generare la copertina col robot, e poi buttarla su, non curandomene più. Perché la grafica non è (non può essere) compito mio e perché, di base, senza copertina tu su castopod un podcast neanche lo carichi.
    Però, per la cricca “no AI”, anche in un ipotetico podcast in cui spiegherei chi cavolo sono in tutte le salse, dovrei mettermi in ginocchio con un content warning e degli hashtag specifici, per dare la possibilità a qualcuno di evitare il mio materiale perché c’è una copertina generata in automatico? Ma porca miseria, e ancora sono gentile…
    Io devo già giustificare la mia esistenza, coi miei diritti ed esigenze da essere umano, ogni volta che un chiosco è solo touch, che qualcuno in un esercizio pubblico parla con un eventuale accompagnatore anziché con me, quando c’è da ordinare da mangiare o chiedere cosa mi serve; devo fare carte false per passare in strada quando ci sono macchine parcheggiate a cavolo, devo sperare di non trovare merde di cani lasciate per strada, e avanti. Devo pure giustificare il perché e per come uso l’AI in un ambiente come il fediverso che per definizione dovrebbe essere più attento all’etica? Per quel che mi riguarda, è lo stesso livello di spiegare perché il mio indice destro, quando cammino, è lungo un metro e 30 o perché il mio smartphone parla o perché certi ciechi hanno un essere peloso a fianco, che può e deve entrare ovunque. Poi non parliamo degli occhiali. “sono accesi? Sono spenti? Non è che mi registri”… E i tuoi occhi? Li tieni al loro posto o mi sbirci il culo? Io neanche posso saperlo…
    Non ci siamo.


  • @lindasartini @socialnetwork @fediverso quello che mi destabilizza è che, ancora una volta, si pensa alle persone “che si fanno sostituire dalle macchine” dal solito punto di vista del cazzo da umano privilegiato con 5 sensi, una voce, 2 gambe, 2 orecchie, un cervello neurotipico… E a nessuno mai di questi sedicenti “sani privilegiati” viene in mente che al mondo c’è anche altro. Esseri umani che non hanno tutto il corpo o i neuroni funzionanti, pertanto le macchine in qualche modo compensano. Più che includerci, spesso e volentieri gli umani “privilegiati” ci deumanizzano. O escludendoci dall’uso della tecnologia e dalla vita quotidiana tramite barriere architettoniche, o ci rendono super eroi tramite l’inspiration porn. Ma divieti a contenuti AI, agli smart glasses, tra poco pure a immagini e voci elettroniche… Rendono ancora meno umano chi, grazie proprio a queste tecnologie, potrebbe ritrovare un minimo di capacità sfruttando le macchine dove non arrivano le capacità residue.

    Io non ce l’ho con livellosegreto o chi che sia, ce l’ho con una tendenza che sto respirando sempre più sul fediverso. Proprio da chi vorrebbe concentrarsi sull’etica. Io sono scappata dai social commerciali perché troppo vicini all’estrema destra, e qua mi trovo in diversi casi a fare i conti con persone che, come minimo, di fronte all’uso di certe tecnologie, cercano come minimo di farti sentire in colpa per l’inquinamento.
    Io spero che nessun ambientalista rompa le palle a una sedia a rotelle o un bastone bianco perché è un potenziale ammazza-formiche, lombrichi, larve…
    Allora nessuno disturbi una persona con disabilità che si fa assistere dalle macchine. Proprio chi dice di tenerci più all’etica, dovrebbe capirlo. E invece si è tutti uguali. Sempre con lo stesso atteggiamento disumanizzante.
    Attenzione però, non sto accusando persone specifiche. Sto evidenziando un’atmosfera generale che si respira, su cui ho pure visto diversi disabili cascare e rassegnarsi.